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“Did I dream, you dreamed about me?” Quando la musica segna la tua personalita’.

“Did I dream, you dreamed about me?” Quando la musica segna la tua personalita’.

Ho cominciato molto presto ad ascoltare musica

Non ho mai seguito programmi televisivi con musica leggera e forse ho pure sbagliato, perché’ ora mi sono accorso che ho anche perso delle belle perle artistiche, ma cosi è stato.

Quando avevo dieci o undici anni, caddi dentro la psichedelia floddyana e mi perdevo ascoltando progressive, i primi Genesis con Peter Gabriel, ma anche gli Emerson Lake and Palmer e gli Yes…. mai amato il metal, che la consideravo alla stregua della musica pop banale.

black vinyl record musica

A 13 anni ero un fanatico di Hendrix, Neil Young, Doors, Rolling Stones, Beatles... arrivai a questa canzone alcuni anni dopo, per caso, il suo disco aveva già almeno sei o sette anni. Forse non ero ancora maggiorenne quando sentii per la prima volta Starsailor e da allora, molto semplicemente, la mia mente e il mio cuore esplosero tutti in una volta. 

La voce, il testo, l’intero mood del pezzo, mi presero come ancora nessuno aveva fatto. 

Non c’erano Genesis o Pink Floyd che tenessero.

Diciamo che questa folgorazione ha contribuito sul cambiare le mie attenzioni musicali e dalle coreografie musicali del “progressive”, la mia attenzione cadeva di più sui testi delle canzoni, sull’intensità delle interpretazioni.

Sono passate alcune decadi da quei giorni, io sono cambiato, il mondo attorno è cambiato, ma questo pezzo rimane nella lista dei dieci pezzi che nominerei senza pensarci due volte nella mia lista personale delle canzoni più belle di sempre. 

Come tutti ho fatto questo genere di liste milioni di volte, alcune canzoni di quelle liste, con gli anni, sono cambiate, di nuove ne sono arrivate, e molte del passato le ho accantonate, ma Song to the Siren continua ad emozionarmi, a darmi nuove emozioni ogni volta che la sento. 

Questa è la canzone, che un giorno ancora molto lontano (spero) dovrà essere suonata al mio funerale. 

No Messe, preghiere e pianti, ma solo questa meraviglia di Tim Buckley.

La canzone di Tim Buckley parla dell’amore perduto, delle opportunità perduta, del tempo perduto, dei propri cari perduti, della bellezza sbiadita e della dolorosa e preziosa brevità della vita.

Le sue parole e le sue melodie mi perseguitano e mi accompagneranno per sempre.

Che gli amici si ricordino di questo mio post, se sarete ancora vivi, quando toccherà a me…:)


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